giovedì 28 giugno 2018

Da imparare a memoria.

Da leggere, rileggere, imparare a memoria e recitarsi davanti allo specchio la mattina.
Queste parole mi stanno aiutando a salvarmi da me stessa.

TIENITI A TE

Sta attenta

esci fuori di te
ma torna presto
tornati svelta
tornati in mente
pensati ripensati
ripensaci
ripensa a come
fosti eri a come sei                                                                                                                                          sarai
copriti bene
che gli uomini sono freddi
non fidarti di chi non parla bene del vento
tu esci fuori di te se vuoi
tenta tutto
apri le porte ai portenti
chiudi i cancelli a chi ti cancella
ma sta attenta
mi raccomando
torna presto
tornati in mente
tieniti forte aggrappati stringiti
acchiappati stretta afferrati tutta
ama con calma
respira con la pancia
ama con calma
che là fuori è pieno
di ti amo
che non valgono un cazzo
                            Gio Evan


venerdì 8 giugno 2018

Quasi libera.

Oggi è il mio ultimo giorno di malattia. Nonostante la mia spalla non sia ancora per nulla a posto e ci sia ancora molto lavoro da fare (e altro dolore per nulla grave, ma noioso da sopportare), da stasera si torna alla vita vera.
Vorrei però ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini in questi mesi.
Vorrei dire che sono stati tanti, ma non è così vero o, per lo meno, non del tutto.
Diciamo che sono stati tanti sì, ma che qualcuno che magari mi aspettavo non c'è stato, mentre ho avuto vicino anche persone che non mi aspettavo di avere.
Qualcuno mi ha offerto molto, ha riempito le mie serate e le mie giornate.
Qualcun altro meno, ma ha offerto secondo le sue possibilità e non poteva fare altrimenti.
Qualcuno poco, perché è più facile starmi vicino quando sono allegra che quando ne ho bisogno.
Qualcuno per niente.
In ogni caso, questo periodo mi ha permesso di riflettere su me stessa, sulla mia vita, sul mio modo di affrontare le cose e mi ha concesso il lusso di cambiare alcuni aspetti della mia testa.
Grazie a chi ha contribuito a tutto questo.
E grazie anche a chi non l'ha fatto: mi ha aiutato comunque a capire per chi vale davvero la pena preoccuparsi.
-7 ore e mezza alla libertà.

venerdì 1 giugno 2018

Puzzle

Sto mettendo insieme dei pezzi.

E, certe volte, quando ho delle intuizioni mettendo insieme dei pezzi, non mi sbaglio.
Anche se non ho una figura di riferimento da guardare.
Anche se la figura ancora non si vede e ci vorrà ancora del tempo perché compaia.
Anche se per ora distinguo i contorni, che però mi paiono piuttosto chiari.

Posso immaginare cosa si vedrà.
Una fine ed un inizio e, forse, un qualcosa che rimarrà.


Come sempre, nella vita.




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martedì 29 maggio 2018

Questa è la mia vita.

Tanta, tanta roba.
Davvero.
La mia vita in questo momento, intendo.
E la prendo tutta, fin che si può.


"Questa è la mia vita
 sono io che guido
 io che vado fuori strada
 sempre io che pago
 non è mai successo
 che pagassero per me."
 [...]
"Porta un paio d'ore
 una notte bella densa..."
 [...]
"Certi giorni è poca,
 certi altri sembra troppa
 e invece non lo è mai!".
 [...]
 "Questa è la mia vita
   tieniteli tu i consigli:
   io NON l'ho capita,
   figurati se tu fai meglio" (!!!)




martedì 22 maggio 2018

A proposito di parole

Non crediate che colui che tenta di confortarvi viva senza fatica in mezzo alle parole semplici e calme, che qualche volta vi fanno bene.
La sua vita reca molta fatica e tristezza e resta lontana dietro a loro.
Ma, se fosse altrimenti, egli non avrebbe potuto trovare quelle parole.
(Rainer Maria Rilke)


lunedì 21 maggio 2018

Cercando le parole


A volte vorrei trovare parole migliori.
A volte vorrei che mi venisse in mente qualcosa di decisamente più intelligente o di assolutamente più adeguato.
A volte non vorrei mai averle dette, delle parole, perché non sono affatto all'altezza di quello che si aspettavano e che mi aspettavo da me.
A volte ho proprio timore di sbagliarle, le parole.
E sono proprio le volte in cui, magari, le sbaglio.
Come sempre, dovrei ascoltare di più e parlare di meno o trovare altri modi di far parlare chi mi sta di fronte o chi è al telefono con me, senza usare parole che fanno affondare e rendono pesanti i pensieri altrui.

Stamattina ho sbagliato parole e non una volta sola.
Il fatto è che ci avevo messo il cuore e quello, a volte, non ha mica paura di sbagliare, va per la sua strada e se ne fotte.
Il fatto è che avrei voluto abbracciarti, prima di parlare o anche al posto di, ma da lontano non si può.
Il fatto è che ti voglio bene, che per me vuol dire "Voglio il tuo bene" e penso sempre che potrei fare meglio e potrei farti stare meglio, ma, talvolta, non ci riesco o proprio non si può.
Mi spiace se ho sbagliato alcune parole. 
Il fatto che l'abbia fatto in buona fede e mettendoci il cuore forse non mi scusa.
Davvero, mi spiace.
Però, magari, dammi un'altra possibilità, l'ennesima, mettendoci, come al solito, tanta pazienza.
Cercherò di non perdere le parole o di cercarne di migliori...

...cercherò di trasformare il mio abbraccio in parole.


lunedì 14 maggio 2018

Semi-liberi

Da diversi anni camminare è la mia libertà più profonda.
Assieme ai pensieri che coltivo prima di dormire, che, però, possono facilmente sfuggirmi, data la stanchezza della sera, camminare è la mia libertà più profonda.
Con le mie bacchette (anche se in questo periodo non posso usarle) che spingono avanti i miei passi e scaricano indietro le tensioni, metto un piede dopo l'altro e trovo una pace che non trovo mai altrimenti.
C'è chi fa yoga, chi corre, chi medita, chi si stronca di fatica in palestra, chi fa tante altre cose per trovare un certo equilibrio.
Io cammino.
Camminando costruisco frasi e discorsi, ripasso lezioni, rifletto sulle persone, mi guardo dentro, prendo decisioni, ricordo il passato, provo ad immaginare il futuro, a volte sorrido da sola, a volte mi scende una lacrima.
O semplicemente lascio che i pensieri scorrano, passino via nella mia mente e mi portino immagini e suoni e odori e colori e sapori ed emozioni.
Quelli sono i momenti più belli, quelli dove il cervello molla tutto e si lascia vivere, si lascia attraversare dalle sensazioni facendole scorrere senza che si fermino troppo a disturbare.
Ultimamente, a questo atteggiamento mentale, accompagno un gesto: chiudo la mano intorno ad un ciuffo di semi d'erba, proseguo nel cammino staccandoli dallo stelo e così li porto con me per qualche secondo. 
Poi li lascio scorrere liberi tra le dita e volare via.
Così come lascio volare via i pensieri.
Li mollo. Li lascio andare. 
E mi viene più facile sorridere.






giovedì 10 maggio 2018

Sorriso gratuito


Stamattina, per caso, mi è comparso questo pezzo su Facebook. 
Ho subito pensato a te, che sei un regalo inaspettato.
Te lo dedico, Signor Ciottolo, perché sintetizza ciò che penso e provo meglio di quanto potrei mai fare io.
Indossa una camicia ed un sorriso, prepara una chiacchiera. 
Saranno sufficienti per farmi sorridere a mia volta.

"Non ho bisogno di te, ho voglia di te.
Non ho spazi vuoti da riempire, ho spazi da condividere.
Non mi aspetto che tu mi renda felice, desidero sorridere della tua gioia e farti sorridere della mia.
Non ti amo da morire, non sono tua e non sei mio.
Sono completa anche senza di te, sei perfetto anche senza di me. 
Non morirò se andrai via, non smetterai di essere felice se andrò via.
Non ti carico della responsabilità della mia personale soddisfazione, ti accolgo come specchio e messaggero, ti offro i miei occhi per indagare nei tuoi.
Non ti lego né mi lascio legare dal bisogno di essere amata, dalla paura dell’abbandono.
Io non sono sola senza di te, tu non sei perso senza di me.
Siamo due meravigliosi e preziosi universi, completi, perfetti, che si incontrano per creare nuovi mondi.
Non chiuderò porte e finestre per tenerti accanto a me, non ti permetterò di limitare il mio volo.
Onoro la tua libertà scegliendo ogni giorno la mia."
(Emanuela Pacifici)




lunedì 9 aprile 2018

"Ancora qui a domandarsi..."

...come vincere vuoto e tristezza.



Canzone delle domande consuete  (F.Guccini)

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l'uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.
Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare le parole in linguaggio d'azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei;
dicon tanto un silenzio e uno sguardo.
Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che saro' domani...
non parlare non dire più niente se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi alle mani.
Non andare... vai. Non restare... stai.
Non parlare... parlami di te.
Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse
come un prato coperto a bitume.
Rimanere cosi' annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le eta',
e' uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicita'

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perché?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te.
Aver tutto, ma non il domani.
Non andare... vai. Non restare... stai.
Non parlare... parlami di te.
E siamo qui, spogli, in questa stagione che unisce
tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove;
non so dire se nasce un periodo o finisce,
se dal cielo ora piove o non piove,
pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene"
a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?"
Non c' vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c'e' ancora una citta'
Se c'e' ancora balliamoci dentro stasera,
con gli amici cantiamo una nuova canzone...
...tanti anni, e sono qui ad aspettar primavera
tanti anni, ed ancora in pallone
Non andare... vai. Non restare... stai.
Non parlare... parlami di te.
Non andare... vai. Non restare... stai.
Non parlare... parlami di noi.

sabato 7 aprile 2018

Ciao

Grazie di avermi regalato il tuo tempo.
Grazie di avermi offerto tante cose belle.
Grazie di avermi insegnato ad essere più paziente.
Grazie di avermi incoraggiato a non trattenere quando non serve o è dannoso.
Grazie di avermi regalato un milione di fantastici sorrisi imperfetti.
Grazie della dolcezza e della forza, della decisione e dell'arrendevolezza.
Grazie di avermi aiutato a ricordare, indirettamente, che la mia dignità viene prima di tutto e che lo scherno è diverso dallo scherzo e che l'offesa è tutt'altro che l'offerta.

Non so se tornerai mai nella mia vita.
Se ci tornerai, proverò a sorriderti ed abbracciarti senza riserve.
Se non ci tornerai, vuol dire che terrò cari i ricordi.
Tutti.


mercoledì 4 aprile 2018

Dato di fatto

Tanto non ci puoi fare niente.
Tanto non sei nella posizione di pretendere, di aspettarti o anche solo di chiedere niente.
Quindi calma e serenità, riorganizza mente e pancia e vai avanti con il sorriso, che è la cosa indispensabile per guarire al meglio.
Il resto verrà.
E se non verrà, significa che - forse - non era destino che venisse.
Tu non ci credi al destino, in effetti, solo alla casualità.
Allora diciamo che, per una serie di casi, ciò che speravi magari non arriverà nemmeno la prossima volta o non arriverà proprio più.
Forse ci sarà qualcos'altro.
O forse no.
Tutto qua.
In fondo è semplice.

Passato?
Un po' meglio?
Benissimo.
Avanti così.


sabato 24 marzo 2018

Molla, lascia andare #2

Molla, lascia andare.
Eh, a riuscirci...
Razionalmente e nella pratica ci siamo. 
Nell'intenzione, nel cuore e nell'animo invece no.
Proprio, proprio no.


giovedì 22 febbraio 2018

Prescrizione per una notte insonne #2

Frugarsi vicendevolmente nell'anima può creare pericoli insidiosi e, nel contempo, avvicinare meravigliosamente le persone.

In ogni caso, genera intima fatica e ha un costo alto.
La fatica e il costo li ho affrontati entrambi con un forza che - forse - non credevo più di poter raccogliere.

E ora sono più in pace.



lunedì 12 febbraio 2018

Apnea

"Ci sono dei periodi della vita destinati a restare indimenticabili. Quel preciso anno, quei mesi in particolare, quei luoghi esatti: sai già che te li porterai dietro per sempre e lo sai mentre li stai attraversando, tanto che guardi al presente con un occhio particolarmente tenero, in qualche modo simile all'occhio della memoria." [...]
"- Sai - mi diceva - è così importante capire la felicità. Sembra facile, ma non lo è. Perché è semplice. E le cose semplici sono le più difficili da afferrare. Io ci sono arrivata solo adesso, ci ho messo quasi quarant'anni - ".
[da "Correva l'anno del nostro amore" di Caterina Bonvicini]


Ma anche...


"Lo stagno pronto a specchiarmi
 è un abisso per me
 che ricambia il mio sguardo
 che mi parla di te.

 Non vedo più nessun male che mi possa ferire
 almeno per stanotte non c'è nessun dolore".
[Subsonica, "Stagno"]


Anzi, per intero fa così:













domenica 4 febbraio 2018

Che Guevara - Tu y todos



La figura del Che mi ha sempre affascinato.
Certo, dalle sue immagini, per i suoi occhi magnetici, per il suo sorriso aperto e per quella profondità d'espressione che poche persone hanno.
Ma, soprattutto, per la sua storia, per la sua integrità morale, per l'aver sempre mostrato la coerenza nella difesa delle frange più povere dell'umanità.
Coerenza che lo ha contraddistinto fino alla fine, fino all'ultima  (mi vien da dire inutile, ma non lo farò per non disonorare la sua memoria) lotta.
Il senso di ingiustizia nasce da piccoli, si sviluppa da adolescenti, matura da giovani e si incancrenisce da adulti.
Si incancrenisce, perché, spesso, non si riesce a far corrispondere ad esso un'azione reale e continuativa contro l'ingiustizia che ci si vede attorno e perché la nostra stessa debolezza ci fa essere continuamente incoerenti e in lotta con noi stessi.
Tanta più ammirazione, allora, per quest'uomo che ha davvero fatto della coerenza di ideali il faro della sua non-vita, che è risultata più vita di milioni delle nostre, chiusi nelle nostre case o fuori a sostenere mille piccole meschine battaglie per la vittoria del nostro ego.
Certo, la lotta armata è una scelta estrema, che non potrò mai condividere a livello personale, però gli ideali, gli ideali puri e splendenti, quelli non posso non ammirarli e non avere rispetto per chi ha cercato, fino alla fine, di tradurli in realtà.
Ho pianto a Cuba davanti alla sua tomba, a quella stellina di luce proiettata nel buio, davanti al suo giubbotto e al suo basco, travolta dall'emozione di trovarmi di fronte ai cimeli di un mito.
Mi sono emozionata oggi, molto, alla mostra "Che Guevara - Tu y todos" che ripercorre la sua vita e il suo operato da diversi punti di vista. Una mostra possente, a tratti "pesante", piena delle contraddizioni di un mondo diviso in due blocchi e della purezza delle idee di questo omone argentino.
Sono contenta che la città di Milano gli abbia dedicato questa mostra, ne abbia omaggiato la memoria, la vita, la lotta.
E sono fiera di averci portato mio figlio, se non altro per dimostrargli che l'ingiustizia va combattuta, anche a costo di soffrire dentro e fuori, perché l'essere vigliacchi e il girar la testa dall'altra parte porta solo al disprezzo di noi stessi.
E dunque...Hasta siempre, comandante!


Risultati immagini per che guevara tu y todos


Il link della mostra è questo.


venerdì 2 febbraio 2018

Piangere sugli anni versati

Finalmente, dopo tanto peregrinare di messaggi e ricerche, sono riuscita di nuovo a passare una serata con un'amica.
E le serate con le amiche, quelle vere, sono taumaturgiche.
Sono quelle volte in cui ti trovi a parlare, in ordine sparso:
- di un amore potente di cui non parlavi da anni e di cui mostri foto e ti viene detto "Ahppperò!";
- di cosa hai fatto il giorno del tuo matrimonio di cui mostri foto e ti viene detto che avevi una faccia da brava ragazza che hai fatto molto bene a toglierti;
- di quanto eri magra 22 anni fa e ti viene detto che quella faccia smunta e scavata non ti stava un cazzo bene e che stai molto meglio adesso con quella decina di chili in più;
- di quanto uno possa essere diverso da una foto ad un'altra e che uno può sembrare anche figo in una foto, ma nell'altra fa improvvisamente ridere e non ce n'è proprio;
- di "come ci siamo ridotte" con sguardo di rammarico verso i figli e di desolazione di fronte alla tisana e alle torte al cioccolato (ben 2!) che avete davanti, che, in quel momento, sembrano pallide imitazioni delle cazzate fatte "nel tempo che fu";
- del fatto che - in futuro - per avere un figo sudamericano (colombiano, per la precisione), lo sceglierete come badante da un catalogo;
- del fatto che il medioevo non è mai finito, se la gente si sente in dovere di farti battute idiote appena accenni ai cazzi tuoi;
- delle deficienze presunte ed effettive nei confronti dei figli e di se stesse;
...e via discorrendo.

Però, improvvisamente, in questa sequela di cose apparentemente piene di rimpianti, senti che, in fondo, a 46 anni, non stai mica piangendo così tanto sugli anni versati, ma anzi, che sei viva, più viva che a 26 o a 36, perché più cosciente di tutto: del tempo che passa, dei figli che crescono, delle parole che pesano, dei silenzi che pesano ancora di più, delle immagini che restano su carta o nel cuore, dei sapori, degli odori, dei colori, delle canzoni, dei libri, delle poesie, delle serate da quindicenni (perché sono le più belle), di quello che puoi tenere stretto, di quello che puoi lasciare andare, di quello che devi lasciar andare, del tuo mondo, di ciò che devi conservare con cura e di ciò che devi cambiare, del cervello che deve prendere aria e stimoli, della pace che si raggiunge solo non invecchiando mai nell'anima.

Non ti senti vecchia-depressa-frustrata.
Ti senti solo serena e sorridente.
E ironica, oooooh, se ti senti ironica.
E, da sempre, l'ironia ti salva la vita.

A te, a noi, cara Amica Lara, con l'augurio che non ci restino  [che pochi] rimpianti.




Faber, perdonami se ultimamente ti tiro sempre in ballo.

"...e poi e la gente sa
e la gente lo sa 
che sai suonare
suonare ti tocca
per tutta la vita..."

(e pure persino di più da morto...)



domenica 28 gennaio 2018

Per quanto voi vi crediate assolti...


Ok, ho fatto amicizia con un uomo. E allora?
Mi ascolta, ride con me, ride di me, mi critica, non me ne fa passare una, mi vuole bene, mi consola, discute con me di libri, film, idee.
Ho altri amici maschi che fanno (o dovrei dire "facevano"?) da sempre la stessa cosa.
Certo, se fosse una donna, nessuno avrebbe niente da dire, forse tutti si chiederebbero perché parlo spesso di quella nuova amica e del perché la vado a cercare, non darebbero per scontata la risposta.
Forse prima di insinuare, far battute, congetturare, si chiederebbero cosa magari potrebbero aver mancato nei miei confronti.
E anche se le vostre insinuazioni fossero vere, a questo punto, visto il deserto che mi avete - in pratica - fatto attorno, sarebbero comunque solo tutti fatti miei. E, visto che ultimamente siete stati tutti bravissimi a farvi i fatti vostri, avete la mia benedizione: continuate pure su quella strada.

Chi viene lasciato solo coi suoi pensieri, magari cerca solo un cervello con cui condividerli.
"E se credete ora
che tutto sia come prima 
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti."


E chiedo perdono a Faber 
di aver fatto virare una delle sue canzoni politiche per eccellenza 
in una canzone personale, ma mi serve in questo momento. 
So che mi scuserà.



192minutidiemozioni

Qualche sera fa sono stata al cinema a vedere il film sulla vita di Fabrizio De Andrè.
Premetto che partivo molto prevenuta, per l'amore che, da sempre, porto nel cuore per le canzoni di Faber e per la sua figura.
E invece ho trovato ad accogliermi un lungometraggio (davvero lungo: 192 minuti!) pieno di...tutto.
Ho avuto per tutto il tempo il cuore in gola e lo stomaco sottosopra.
La fotografia è notevole, Marinelli (che interpreta Faber) davvero bravo e la colonna sonora, come prevedibile, devastante a livello emotivo.
Il mio cervello e il mio cuore hanno gioito come sempre davanti all'arte umana, quand'essa tocca le mie corde più profonde.




"Passa il tempo sopra il tempo 
ma non devi aver paura
 sembra correre come il vento 
però il tempo non ha premura..."




sabato 27 gennaio 2018

Pochi splendidi versi


"Persa per molto, persa per poco
 presa sul serio, presa per gioco
 non c'è stato molto da dire o da pensare
 la fortuna sorrideva
 come uno stagno a primavera,
 spettinata da tutti i venti della sera.

 E adesso aspetterò domani
 per avere nostalgia
 signora libertà, signorina anarchia,
 così preziosa come il vino,
 così gratis come la tristezza,
 con la tua nuvola di dubbi e di bellezza."


Questa mattina mi sento così.
Ed è un gran bel sentirsi, senza dubbio.




Grazie a ILF, 
per essere un grossopuffobrontolone 
intransigente e - a tratti - insopportabile.
E grazie a Faber, 
naturalmente, 
perchè l'immortalità dei suoi versi 
è sempre devastazione buona dell'anima.


martedì 23 gennaio 2018

A che pro?

Per l'appunto.
Riflettiamoci...