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martedì 24 ottobre 2017

Taci, il nemico ci ascolta

In qualche modo, sicuramente qualcosa finisce.
Ma sembra avere l'aria di qualcosa che comincia.
O, comunque, è da ridiscutere. 
Non lo so.
Staremo a vedere.

Dietro l'eco di spazi siderali
onde d'amore, onde di vento
vivono fuori e dentro me.
Ora ne trovo tracce nei miei giorni
nei movimenti quotidiani
ogni giornata basta a sé.
Taci segreti del cuore, 
movimenti del sole
ciò che non vuole morire
e non muore.
Trasforma in urli le ore
il desiderio che apre
luci di vita anteriore...


(sempre immensi Radiodervish e sempre grande Battiston).


lunedì 15 marzo 2010

Anche

"Anche
se mi sento stanco
non so riposare
nelle mie bugie"

venerdì 27 novembre 2009

Piccolo miracolo terreno

Come si fa a pensare di scrivere parole del genere e riuscire anche a metterle in musica in modo perfetto?
Ci vuole una dote innata per creare piccoli miracoli terreni!

"...je accepté le rencontre avec toi
nonostante orgogli
i tuoi baci mon paradis et mon enfer.

Notte e giorno s'incontrano sai
in quegli attimi che morirei..."

"Tancredi e Clorinda" di Nabil Salameh, Radiodervish, 2009

domenica 8 novembre 2009

Pura meraviglia

Grazie all'infinita bontà di un amico a cui ho "mollato" i figli, sono riuscita ad andar a vedere il concerto dei Radiodervish.
Ho assistito ad un'ora e mezza di meraviglia pura ed assoluta.
La voce di Nabil Salameh è una coperta calda e avvolgente, che ti trasporta, come un tappeto magico, fuori dal tempo e dallo spazio, ti ricopre, ti culla, ti coccola, ti penetra fino in fondo al cuore, al cervello, alle ossa.
E' di una profondità senza eguali, di un'espressività infinita che viene accompagnata da tutto il corpo, in un crescendo di emozioni.
E fai così un viaggio tutto terreno e umano, grazie a suoni di perfezione estrema che è raro percepire in altro luogo e tempo.


"Ma se è amore perdonami,
perchè unendo divido
anche il mondo a metà,
forse è un angelo che
si diverte così..."

venerdì 30 ottobre 2009

Beyond the sea

In certi momenti ti trovi come sospesa, ad aspettare qualcosa che doveva arrivare e non è arrivato e che non arriverà mai. In perenne attesa, come su una banchina della stazione o sul molo di un porto o al gate di un aeroporto. Il tuo cuore è come fermo e la tua anima come appesa ad un filo. Sai che alla tua vita manca un pezzo e che non potrà mai essere colma del tutto. Basta una canzone, una frase, un'immagine a ricordarti che c'è un vuoto che sembra davvero incolmabile. Ti chiedi se si colmerà mai, almeno per qualche attimo di assoluta pienezza in beatitudine, e, a volte, pensi di sì, la maggior parte delle volte ti rendi conto che no, non è proprio possibile. E in quei giorni fai tutto come programmato: figli, casa, lavoro, incombenze quotidiane e infine a letto. Dove quel pezzo di vuoto si fa grande e ti assorbe. Allora ti rifugi in quell'angolo del cuore dove c'è una stanza piccola piccola che non dividi con nessuno. E in quell'angolo di cuore ti addormenti, sperando che, il giorno dopo, il vuoto torni dal luogo dove solitamente si trova e dal quale normalmente non ti molesta, e che tu possa ricominciare la tua vita come tutte le altre volte, percependolo appena appena, come una cicatrice minuscola e ormai sbiadita.

giovedì 22 ottobre 2009

Radiodervish

Il 16 ottobre è uscito il nuovo album. Sul loro sito ci sono già alcune date di prossimi concerti!