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martedì 16 febbraio 2010

A mio figlio, al mio meraviglioso figlio

Requiem per una coccinella

Ieri ho mandato il mio bambino a cambiarsi in camera sua, dopo la scuola.
Lui, dopo un po', è tornato al piano di sotto camminando lentamente, e, con voce mesta, mi ha detto "Mamma, guarda, ti ho portato una cosa". Pensavo ne avesse combinata una delle sue e avesse rotto magari qualche gioco a cui teneva. Invece è entrato nel bagno, dove io ero a cambiare la piccola, e, con aria cauta e cerimioniosa, mi ha porto un piattino di ceramica del suo set di cucina con sopra una coccinella.
"Mamma - mi ha detto - ho trovato questa coccinella sul mio tappeto. E' morta".
Ho notato con quanta cura aveva raccolto la coccinella, aveva cercato un piattino e l'aveva adagiata proprio in centro, per portarmela.
"Cosa facciamo adesso?" gli ho chiesto.
"La teniamo" e poi silenzio.
2-3 secondi di silenzio.
E poi un pianto dirotto.
"Perchè piangi, amore, è successo qualcosa a scuola, hai litigato con qualche amico?" (no, perchè quando sono andata a prenderlo era sereno e felice!).
"No, mamma, sono triste per la coccinella. E' morta".
"Lo so, amore, ma gli insettini vivono poco, alcuni pochi giorni, è normale, è così, è la natura..."
Piano piano si è calmato, anche se ha singhiozzato ancora per un po'.
Ma ha voluto tenere la coccinella e adagiarla su una foglia della piantina di primule che tiene in cameretta, vicino al letto.

Quanta invidia per questo bambino che si commuove per la morte di una piccola coccinella, quando noi, ormai, restiamo impassibili anche davanti alle peggiori tragedie.
Quanta dolcezza, quanto amore per le piccole, minuscole cose in lui, e quanta gioia e quanti dolori in esse lui vede.
Quanto è piena, fitta, la sua vita, com'è vissuta "in toto", visto che si riempie ogni giorno di piccoli fantastici stupefacenti particolari.

Resta così bambino, anche da adulto.
Ti auguro di mantenere questo animo da poeta, da sognatore, da osservatore del mondo.
Alla faccia di tutti quelli che ti diranno che i forti vincono, che il successo è la sola cosa che conta, che i soldi sono tutto e che la fama è ciò a cui ognuno di noi dovrebbe aspirare.
Rimani così grande, immenso amore mio.
Trova sempre il tempo di raccogliere una coccinella morta e di dedicarle un pensiero di requiem, perchè la tua vita sarà sempre piena, ricca e profonda e la superficialità del mondo non ti apparterrà.
Io ci proverò a tenerti su questa strada.
Ogni tanto ti ricorderò le tue lacrime di requiem per la coccinella morta, come omaggio alle minuscole cose che ogni giorno la vita ci può regalare e ti farò capire sempre e sempre che quelle lacrime erano buone, non stupide, non inutili, non lagnose, ma un mezzo positivo di comunicazione con il mondo, un tuo modo di dire al mondo "Io a te ci tengo, cerca di tenere anche tu un po'a me".

lunedì 8 febbraio 2010

Problemi di mamme

Come già avete letto nel post precedente, a volte le altre mamme mi sconvolgono. Penso di fare anche io a loro lo stesso effetto, ma per motivi diversi...almeno mi auguro!

L'ultima che ho sentito è stata questa...una neo-mamma che mi ha chiesto come fare a togliere le macchie di frutta dai bavaglini. Beh, cara mia, ti svelo un segreto: a meno che tu non sia una massaia perfetta - e IO NON lo sono! - le macchie di frutta non si tolgono.
Allora è successo il dramma! "Non dirmelo!! E adesso?". "Sì, lo so, è scocciante comprare sempre bavaglini nuovi, con quel che costano, ma io quelli macchiati li uso in casa e ne ho alcuni più carini per uscire!".
"NOOOOO, come faccio io adesso che ho macchiato le tutine di Armani che costano 90 euro a tutina??? Anche quelle sono macchiate di frutta!".
Basita.
Sono rimasta basita.
Come si fa a comprare delle tutine firmate a 90 euro l'una a un bambino di 6 mesi che sbava, sputa, muove le mani, si ciuccia le dita mentre mangia la frutta???
Io con 40 euro ho comprato a mia figlia diverse magliette, pantaloni e un paio di maglioncini; certo, non roba firmata e di prima qualità, ma per una bambina che gattona e fa mille esperienze in cui si sporca di continuo, che senso avrebbe comprare cose più costose o di tessuti stra-fighi???
Ma non è finita qui!
Altro problema di questa mamma era stato riuscire a comprare per il suo bambino un certo capo in saldo, perchè quella tal cosa, a prezzo pieno, sarebbe costata 300 euro e, con due stipendi normalissimi, la cosa non era proprio così fattibile, insomma...
Il terzo problema poi era fondamentale: trovare un costume di carnevale! Per un bambino di 6 mesi. Di quella taglia, mi ha spiegato la signora, mica si trovano. E anche questo era un dramma mica da ridere: dove andare a trovarne uno e di qualità? Bello, di un bel tessuto? O da chi farsene cucire uno? Un vestito da cosa, poi? Era veramente una preoccupazione grave quella, a detta della signora!
E allora?
Che bisogno ha un bambino di sei mesi di essere infagottato in un qualche tessutone sinteticissimo sopra la sua bella giaccavento invernale (magari pagata tantissimo!), essendo ancora più scomodo di quanto non sia già per uscire?
Ma forse il problema è un altro. Forse è che i genitori hanno bisogno che il figlio abbia un vestito di carnevale, per sentirsi adeguati come genitori, per mostrare al mondo che loro pensano proprio a tutto, o semplicemente per portarlo in giro e farsi dire "Oh, ma che carino" dalla gente per strada.
Sì, forse è questo il problema: le tutine firmate, i capi da 300 euro, i vestiti di carnevale a tutti i costi, servono a far capire al mondo che questi genitori sono bravi genitori, che a loro importa dei figli, che danno loro le cose migliori. Servono a dimostrare all'esterno che il bambino è curato, anche nei dettagli.
Conosco mamme che comprano ai bambini le cose solo ai supermercati, meglio se in saldo, li mandano in giro senza vestito di carnevale o con vestiti prestati o già usati, e non si sognerebbero mai di sprecare dei soldi per qualcosa di firmato per un bambino. Per tanti, tanti motivi diversi.
E questi bambini vivono bene lo stesso. Perchè hanno comunque la cosa migliore che possono avere: l'amore dei loro genitori.

giovedì 21 gennaio 2010

Bambini

Guardo la mia bambina e il mio bambino, belli, sorridenti, vivaci, allegri, affettuosi e, soprattutto, sani.
E penso a quanto poco ci sarebbe voluto, mentre nuotavano ignari nella mia pancia, a interferire con la perfezione della creazione e della crescita del loro corpo e della loro mente.
Una briciola, una briciola appena, minuscola e apparentemente insignificante, di distruzione e tutto sarebbe stato assai diverso.
Non so cosa avrei fatto se non fossero nati sani come sono.
Non so dove sarebbe andata la mia mente, in quali recessi e profondità di disperazione si sarebbe rifugiata.
Già solo alcuni prelievi che mio figlio ha dovuto fare fino a 9 mesi mi hanno fatto venire ansia, panico, voglia di stringermelo forte, cuore contro cuore, e dirgli che avrei trovato il modo di far passare tutto tutto tutto.
Oggi guardo i miei bambini e li abbraccio forte, li bacio, li annuso, li tocco, li accarezzo.
E spero che niente vada mai a intaccare quell'enorme perfezione di cui sono portatori.
Ho sfidato due volte la fortuna e, per ora, mi è andata bene.
Ma penso a tutte le donne che coccolano il bambino che nuota nella loro pancia e che magari potrebbe non essere altrettanto fortunate e la cosa mi fa stare malissimo.
Auguro a tutte loro che tutto vada bene, vada bene davvero, che le cose si risolvano per il meglio, che i loro bambini siano la gioia di ogni giorno e un prodigio da poter curare con tutto l'amore che hanno dentro.