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lunedì 14 maggio 2018

Semi-liberi

Da diversi anni camminare è la mia libertà più profonda.
Assieme ai pensieri che coltivo prima di dormire, che, però, possono facilmente sfuggirmi, data la stanchezza della sera, camminare è la mia libertà più profonda.
Con le mie bacchette (anche se in questo periodo non posso usarle) che spingono avanti i miei passi e scaricano indietro le tensioni, metto un piede dopo l'altro e trovo una pace che non trovo mai altrimenti.
C'è chi fa yoga, chi corre, chi medita, chi si stronca di fatica in palestra, chi fa tante altre cose per trovare un certo equilibrio.
Io cammino.
Camminando costruisco frasi e discorsi, ripasso lezioni, rifletto sulle persone, mi guardo dentro, prendo decisioni, ricordo il passato, provo ad immaginare il futuro, a volte sorrido da sola, a volte mi scende una lacrima.
O semplicemente lascio che i pensieri scorrano, passino via nella mia mente e mi portino immagini e suoni e odori e colori e sapori ed emozioni.
Quelli sono i momenti più belli, quelli dove il cervello molla tutto e si lascia vivere, si lascia attraversare dalle sensazioni facendole scorrere senza che si fermino troppo a disturbare.
Ultimamente, a questo atteggiamento mentale, accompagno un gesto: chiudo la mano intorno ad un ciuffo di semi d'erba, proseguo nel cammino staccandoli dallo stelo e così li porto con me per qualche secondo. 
Poi li lascio scorrere liberi tra le dita e volare via.
Così come lascio volare via i pensieri.
Li mollo. Li lascio andare. 
E mi viene più facile sorridere.






mercoledì 17 febbraio 2010

Baciami ancora

Ho finalmente visto il film.
E, dopo 10 anni, mi sono riconciliata con me stessa e con i miei quasi 40.
E' stata la chiosa finale del mio venire a patti con i miei errori, i miei colpi di testa, i miei sogni vivi e infranti, le mie illusioni e le mie belle realtà.
Una piccola goccia di colore nella rappresentazione di riflessioni su periodi passati; come fosse l'ultima e avesse completato il quadro.

Come la parola "fine" in un trattato su "una certa" me stessa.

mercoledì 18 novembre 2009

Frecce dal passato

Ho due figli piccoli e dovrei essere proiettata al futuro. Certo, lo sono, per carità.
Però...non toglietemi il passato.
Il passato torna, filtrato ed edulcorato a volte, altre volte lucido e pungente, altre ancora grottesco e raccapricciante e torna e torna e torna.
Ma non potrei vivere senza passato. Quello che sono ora dipende dal mio passato e da come l'ho vissuto.
Ci sono cose che non vado fiera di aver fatto e ci sono cose che non vado fiera di NON aver fatto.
Ho la mia bella dose di rimorsi e di rimpianti, ma anche il mio bagaglio di soddisfazioni e di sicurezze di "aver fatto ciò che potevo", talvolta anche qualcosa in più.
A volte tornano piccole immagini del passato o un odore o un sapore o una frase o un verso. A volte queste piccole piccole frecce colpiscono duro e profondo e resto per un momento senza fiato. Ma poi passa e, comunque, non potrei vivere senza di loro, di qualsiasi genere esse siano.
Ogni volta re-inglobo queste frecce in me stessa e vado avanti, cosciente che solo voltarmi per un momento indietro mi permette di riconoscere un pochino la strada che ho ancora davanti.