martedì 29 maggio 2018

Questa è la mia vita.

Tanta, tanta roba.
Davvero.
La mia vita in questo momento, intendo.
E la prendo tutta, fin che si può.


"Questa è la mia vita
 sono io che guido
 io che vado fuori strada
 sempre io che pago
 non è mai successo
 che pagassero per me."
 [...]
"Porta un paio d'ore
 una notte bella densa..."
 [...]
"Certi giorni è poca,
 certi altri sembra troppa
 e invece non lo è mai!".
 [...]
 "Questa è la mia vita
   tieniteli tu i consigli:
   io NON l'ho capita,
   figurati se tu fai meglio" (!!!)




martedì 22 maggio 2018

A proposito di parole

Non crediate che colui che tenta di confortarvi viva senza fatica in mezzo alle parole semplici e calme, che qualche volta vi fanno bene.
La sua vita reca molta fatica e tristezza e resta lontana dietro a loro.
Ma, se fosse altrimenti, egli non avrebbe potuto trovare quelle parole.
(Rainer Maria Rilke)


lunedì 21 maggio 2018

Cercando le parole


A volte vorrei trovare parole migliori.
A volte vorrei che mi venisse in mente qualcosa di decisamente più intelligente o di assolutamente più adeguato.
A volte non vorrei mai averle dette, delle parole, perché non sono affatto all'altezza di quello che si aspettavano e che mi aspettavo da me.
A volte ho proprio timore di sbagliarle, le parole.
E sono proprio le volte in cui, magari, le sbaglio.
Come sempre, dovrei ascoltare di più e parlare di meno o trovare altri modi di far parlare chi mi sta di fronte o chi è al telefono con me, senza usare parole che fanno affondare e rendono pesanti i pensieri altrui.

Stamattina ho sbagliato parole e non una volta sola.
Il fatto è che ci avevo messo il cuore e quello, a volte, non ha mica paura di sbagliare, va per la sua strada e se ne fotte.
Il fatto è che avrei voluto abbracciarti, prima di parlare o anche al posto di, ma da lontano non si può.
Il fatto è che ti voglio bene, che per me vuol dire "Voglio il tuo bene" e penso sempre che potrei fare meglio e potrei farti stare meglio, ma, talvolta, non ci riesco o proprio non si può.
Mi spiace se ho sbagliato alcune parole. 
Il fatto che l'abbia fatto in buona fede e mettendoci il cuore forse non mi scusa.
Davvero, mi spiace.
Però, magari, dammi un'altra possibilità, l'ennesima, mettendoci, come al solito, tanta pazienza.
Cercherò di non perdere le parole o di cercarne di migliori...

...cercherò di trasformare il mio abbraccio in parole.


lunedì 14 maggio 2018

Semi-liberi

Da diversi anni camminare è la mia libertà più profonda.
Assieme ai pensieri che coltivo prima di dormire, che, però, possono facilmente sfuggirmi, data la stanchezza della sera, camminare è la mia libertà più profonda.
Con le mie bacchette (anche se in questo periodo non posso usarle) che spingono avanti i miei passi e scaricano indietro le tensioni, metto un piede dopo l'altro e trovo una pace che non trovo mai altrimenti.
C'è chi fa yoga, chi corre, chi medita, chi si stronca di fatica in palestra, chi fa tante altre cose per trovare un certo equilibrio.
Io cammino.
Camminando costruisco frasi e discorsi, ripasso lezioni, rifletto sulle persone, mi guardo dentro, prendo decisioni, ricordo il passato, provo ad immaginare il futuro, a volte sorrido da sola, a volte mi scende una lacrima.
O semplicemente lascio che i pensieri scorrano, passino via nella mia mente e mi portino immagini e suoni e odori e colori e sapori ed emozioni.
Quelli sono i momenti più belli, quelli dove il cervello molla tutto e si lascia vivere, si lascia attraversare dalle sensazioni facendole scorrere senza che si fermino troppo a disturbare.
Ultimamente, a questo atteggiamento mentale, accompagno un gesto: chiudo la mano intorno ad un ciuffo di semi d'erba, proseguo nel cammino staccandoli dallo stelo e così li porto con me per qualche secondo. 
Poi li lascio scorrere liberi tra le dita e volare via.
Così come lascio volare via i pensieri.
Li mollo. Li lascio andare. 
E mi viene più facile sorridere.






giovedì 10 maggio 2018

Sorriso gratuito


Stamattina, per caso, mi è comparso questo pezzo su Facebook. 
Ho subito pensato a te, che sei un regalo inaspettato.
Te lo dedico, Signor Ciottolo, perché sintetizza ciò che penso e provo meglio di quanto potrei mai fare io.
Indossa una camicia ed un sorriso, prepara una chiacchiera. 
Saranno sufficienti per farmi sorridere a mia volta.

"Non ho bisogno di te, ho voglia di te.
Non ho spazi vuoti da riempire, ho spazi da condividere.
Non mi aspetto che tu mi renda felice, desidero sorridere della tua gioia e farti sorridere della mia.
Non ti amo da morire, non sono tua e non sei mio.
Sono completa anche senza di te, sei perfetto anche senza di me. 
Non morirò se andrai via, non smetterai di essere felice se andrò via.
Non ti carico della responsabilità della mia personale soddisfazione, ti accolgo come specchio e messaggero, ti offro i miei occhi per indagare nei tuoi.
Non ti lego né mi lascio legare dal bisogno di essere amata, dalla paura dell’abbandono.
Io non sono sola senza di te, tu non sei perso senza di me.
Siamo due meravigliosi e preziosi universi, completi, perfetti, che si incontrano per creare nuovi mondi.
Non chiuderò porte e finestre per tenerti accanto a me, non ti permetterò di limitare il mio volo.
Onoro la tua libertà scegliendo ogni giorno la mia."
(Emanuela Pacifici)